INTERVISTE
ANTONIO BIANCHI - ESPERTO
Come i libri entrano in gioco nelle vostre proposte?
Nell'ambito della comunicazione aumentativa (CAA) un'esperienza sviluppata dal Centro sovrazonale di comunicazione aumentativa di Milano e Verdello ha considerato la narrazione come elemento potente di coinvolgimento dei bambini, anche di quelli che probabilmente avrebbero avuto difficoltà nella lettura autonoma. Ma a cui era importante mettere a disposizione storie che riscaldassero lo spazio di relazione in cui la comunicazione, ostacolata, rischiava di fermarsi al solo livello direttivo e funzionale. Questo investimento sulla CAA come lingua ha visto lo sviluppo di un modello in continua evoluzione con cui sono stati tradotti in simboli molti libri, inizialmente per bambini e poi sempre più capaci di affrontare anche avventure per ragazzi e temi adulti.
La nostra proposta considera i libri come elemento fondamentale per l'accessibilità alla cultura e quindi alla partecipazione allo spazio sociale. Di tutti.
ANNA BOSSI - AUTRICE
Come e perché sono nati i suoi ultimi libri?
"Il sogno di Awili" nasce alcuni anni fa per richiesta della Fondazione Corti tramite le edizioni Astragalo. La Fondazione opera in Uganda dove Lucille e Piero Corti, genitori dell’attuale presidente, costruirono un piccolo ambulatorio medico divenuto ora il Lacor Hopital, il più importante ospedale nell’Uganda del Nord. La Fondazione voleva una storia che parlasse di sogni e di speranze che rendono preziose le opere di chi agisce con ideali di umanità. Un racconto per incoraggiare i sogni di bambini e ragazzi affinché non si scoraggino e inseguano costantemente quella che potrebbe essere la loro missione nella vita. Ognuno di noi possiede difetti, ma anche talenti che devono poter risaltare ed essere di gioia aiuto e conforto agli altri. Il racconto parla di amicizia, desideri, partecipazione, conflitti e coraggio. Il tutto accompagnato dai proverbi africani della nonna di Awili e dalla presenza di animali e piante magnifici che incorniciano la suggestiva terra africana. Il libro ha ricevuto diversi riconoscimenti.
"Diritti e rovescio - le storie degli altri". Si parla ogni anno dei “diritti dei bambini”, ma a volte questi diritti restano un argomento un po’ distante dal vissuto dei nostri bambini calati in un contesto sociale non particolarmente critico. E allora: come far comprendere loro che le storie di altri bambini sono assai diverse dalle loro? Volevo cioè spiegare il tema complesso dei diritti laddove vengono sistematicamente negati a bambine e bambini anche molto piccoli. Parlare di realtà talvolta sconosciute, lontane o anche vicine, ma nascoste ai nostri occhi. Realtà sulle quali è faticoso soffermarsi a riflettere soprattutto se si è dei bambini, dei ragazzini. Ci pensa l'anziana maestra Carlotta Cardano insieme al pimpante e informatizzato Signor Diritto: in modo lieve, utilizzando delle storie per narrare verità del nostro tempo, guidano i bambini nella crescita e nella maturazione affinché possano essi stessi diventare e realizzare un futuro più giusto per la società intera. Diritti e giustizia stanno alla base della legalità: un altro tema di grande importanza. Oltre alle storie, il libro comprende proposte operative e didattiche e, al termine, c’è un capitolo dedicato agli adulti: genitori, insegnanti ed educatori.
EDIZIONI CARTHUSIA - EDITORE
Cosa non deve mai mancare in un libro per bambini?
L'illustrazione è il primo vero approccio dei piccoli lettori al mondo dei libri e alla lettura. I bambini,
come i ragazzi, sono grandi “lettori di immagini” e attraverso le immagini è possibile raccontare loro
storie e percorsi straordinari e complessi. Questo principio diventa una precisa linea editoriale fin dalla
fondazione di Carthusia, con una consapevolezza: per coinvolgere i giovani lettori e stimolare gli aspetti
sia cognitivi che emotivi e sensoriali, occorre prima di tutto imparare a conoscerli e a dosare, nelle
giuste proporzioni, ideazione, ricerca e qualità del progetto editoriale, proponendo loro testi e illustrazioni
d'autore con formati inusuali e inaspettati.
Inoltre Carthusia si contraddistingue per una progettualità editoriale basata su altri due fondamentali
aspetti: il coinvolgimento emotivo dei bambini perché il linguaggio narrativo, illustrativo e grafico,
sempre a loro misura, deve incuriosire, appassionare e rendere partecipi i piccoli lettori mediante storie e
attività che li rendano protagonisti attivi; e il gruppo di lavoro, ogni volta pensato e declinato secondo i
temi da affrontare e il target a cui si deve rivolgere il progetto editoriale. L’impegno della redazione è
stato sempre condiviso e supportato dalla presenza fondamentale di tanti grandi scrittrici e scrittori,
illustratrici e illustratori, specialisti, psicologi e personale altamente qualificato, capaci della stessa
curiosità, passione e amore che caratterizzano il lavoro di Carthusia.
RAFFAELLA CASTAGNA - ILLUSTRATRICE
Come e perché è nato il suo ultimo libro?
Chiara Bongiovanni delle Edizioni Pulcivolanti mi ha contattata proponendomi di realizzare le illustrazioni del testo di Matteo Frasca “Orribile Mostro e Signora Mostra” dopo aver visto alcuni miei lavori dove ho usato delle immagini fotografiche trasformate o integrate con mie illustrazioni. Il testo gioca sul diverso significato delle parole “Mostro” e “Mostra” e mi ha dato lo spunto per continuare lo stesso tipo di gioco anche con le illustrazioni. L’immagine fotografica che uso come base per ogni doppia pagina è la stessa sia per il personaggio del “Mostro” che per quello della “Signora Mostra”, ma di volta in volta viene ribaltata o riflessa per osservarla da una diversa prospettiva e diverso punto di vista. La sapiente impaginazione grafica di Chiara ha dato ritmo e messo in risalto sia le mie illustrazioni che le parole di Matteo.
Che cosa le piace di essere illustratore?
Mi piace per diversi motivi, primo perché fin da piccola ho sempre avuto la passione dei libri e del disegno e con questa professione posso continuare a coltivare, secondo perché affrontando testi diversi o progettando nuove idee, posso e devo studiare differenti soluzioni, stili e approfondire argomenti.
SILVIA D'AMBROSIO - ESPERTO
Come i libri entrano in gioco nelle vostre proposte?
I libri in simboli caa, sino a pochi anni fa non esistevano né in biblioteca né in libreria Dal mio arrivo in biblioteca il nostro sogno, iniziato a Verdello nel 2006, è stato quello poterli mettere a disposizione di tutti, in più territori. In questi dodici anni, attraverso un lavoro condiviso e partecipato, siamo riusciti ad avviare un'editoria in particolare collegata allo specifico modello inbook e tanti titoli creati dalle biblioteche per il solo circuito bibliotecario.
In biblioteca accolgo bambini sicuramente anche con difficoltà comunicative, disabilitò e bambini stranieri che cercano gli inbook ma la grande scoperta è che entusiasmano proprio tutti i bambini supportandoli nell'ascolto della lettura ad alta voce nello spirito di Nati leggere. Col tempo i bambini sono cresciuti e la richiesta è ora anche per ragazzi e adulti che si scoprono innamorati della lettura attraverso gli inbook. E' sempre bello poter partecipare a nuove occasioni per coinvolgere altre biblioteche e paesi nella scoperta di questi libri!
GABRIELLA DE PAOLI - AUTRICE
Come e perché è nato il suo ultimo libro?
Il mio ultimo libro "La Strega Sanaconda e la guerra di Virulandia" é nato durante il primo lockdown. Lo spunto me lo ha dato mia figlia Virginia, aveva 7 anni, perché mi sono resa conto della sua necessità di rielaborare il complicato momento che stavamo vivendo. I bambini sono stati privati di tutto da un giorno all'altro (la scuola, gli amici, il gioco, gli sport), hanno iniziato a sentire notizie terrificanti e quindi ad alimentare paure per la vita propria, dei genitori e delle persone a loro care. Ho dunque pensato di scrivere una fiaba che aiutasse a rielaborare tutto questo come sole le fiabe sanno fare cioè in la potenza dei simboli e della fantasia.
ANNA LAVATELLI - AUTRICE
Come e perché è nato il suo ultimo libro?
Quando Roberto Cicala, l’editore di Interlinea, mi chiese di scrivere qualcosa per il settimo centenario della morte di Dante, risposi che dovevo rifletterci, perché non intendevo lavorare a una biografia del Sommo Poeta, né cimentarmi in una ‘riscrittura’ della Commedia. L’avrei fatto solo a patto di trovare un tema preciso, un solo soggetto. Tutto il resto, drasticamente fuori di scena. Scegliere l’Inferno, favorito dai lettori per essere pieno di gentaglia interessante, mi sembrò la strada più giusta. E poi pensai ai mostri, perché Dante – con un colpo di genio – li aveva attinti dal ricco immaginario della mitologia antica, per trasformarli da divinità dell’Olimpo in squallidi guardiani al servizio del Male Assoluto. Una trovata che poteva sembrare uno sberleffo ad una letteratura amata, avendo il poeta scelto Virgilio come guida. I mostri, comunque, attirano i giovani lettori, proprio per la loro malvagità e la loro spaventosa bruttezza. Questo mi ha fatto decidere quale sarebbe stato il tema del racconto. L’ultimo passo è stato scegliere come narrare il secondo viaggio di Dante agli Inferi, stavolta come guida del giovane Valerio. Sapevo che giocarmela tra ironia e comicità mi avrebbe consentito di prendere le distanze dalla gravità del tema e avrebbe reso più vivace il racconto. In più, avrebbe facilitato un primo incontro con l’opera del Sommo Poeta. E questo ho fatto.
DANIELA PALUMBO - AUTRICE
Come e perché è nato il suo ultimo libro?
Il libro è nato dal desiderio (e la curiosità) di ascoltare - dentro le innumerevoli chiamate al futuro che caratterizzano i periodi di cambiamento epocali, come questo - la voce non impostata dei ragazzi e delle ragazze, sul tema del futuro. Un argomento non nuovo, ma oggi inedito perché la pandemia ci ha messo nella condizione di dover ridefinire il presente: le regole di comunità, le norme di cittadinanza, i nostri rapporti personali e affettivi, le politiche ambientali... Perché ho pensato a loro, ai ragazzi e alle ragazze, per indicare il futuro? Per molte ragioni. Ma in modo particolare, è bellissimo il loro sguardo che si connota in una dimensione di utopia e sogno. E' lo sguardo del principio di tutto. Un patrimonio fondante, di cui dovremmo cercare il filo anche noi adulti per riprogettare futuro. L'adulto spesso, invece, disperde un evento interiore così concreto, intessuto di bellezza, di attesa, di impegno, di responsabilità. Mi sono chiesta:
E se fosse il momento – questo della pandemia, dell'incertezza - di inventare il mondo che sarà? O ripararlo. Sicuramente, di sognare l'inedito. Se fosse questo il momento di cercare, dentro ognuno di noi, un luogo per fermare il silenzio, un luogo dove far lievitare (come il pane, sì) i pensieri che rendono fertile un deserto, onesto un ladro, leggero il peso, bene il male? L'ho confidato a loro. E i ragazzi le ragazze hanno risposto con entusiasmo. E così, hanno raccontato con le loro parole l’idea - utopica, smilza, strana, irrealizzabile, ingenua, leggera, sintetica, spaziosa, sospesa, ristretta, assurda, semplice, complessa, seria, divertita, impegnata - di un mondo intento a guarire. Concretamente, alle ragazze e ai ragazzi che hanno partecipato al progetto editoriale la mia domanda è stata la seguente:
Qual è la parola che non può mancare nel tuo futuro?
Hanno risposto in 145. Si sono accontentati della luna.
PULCI VOLANTI - EDITORE
Cosa non deve mai mancare in un libro per bambini?
In un libro per bambini non devono mai mancare i suoni e gli odori. Deve esserci il sostegno, mai direttivo e impositivo della storia. Lo spazio aperto, ma contenuto, per poter permettere al lettore di vivere la storia in modo personale e totale.
ANGELO RUTA - ILLUSTRATORE
Che cosa le piace dell’essere illustratore?
L’illustrazione mi consente di far emergere il mio mondo interiore, credo che sia questo il motivo principale per cui disegno.
All’interno delle storie che illustro, mi piace rappresentare il non detto, quello che non si vede: in questo modo le immagini, pur nel rispetto delle storie, non sono didascaliche ma allargano lo sguardo del lettore, qualche volta lo spiazzano.